“ Noooo…ancora nero no! Poi sembra che ti hanno fatto gli occhi neri a suon di cazzotti” era la mia risposta alla sua milionesima domanda sul trucco di quella sera, la osservavo muoversi freneticamente nel bagno di casa sua, bagno che per altro contiene 94 boccette fra shampoo, bagnoschiumi, profumi ed altre cose che solo quella famiglia può avere.
“Quindi dici che va bene? “ insistette guardandomi dallo specchio, mentre sprofondavo sempre più divertita, nella poltrona nera del bagno….eh si.. hanno anche una poltrona nera con un bellissimo cuscino viola…
“Mi metto il rossetto rosso?... o dici che fa troppo troia???”
“No…sappiamo che effetto ha il rossetto rosso su di te, lascia stare.. com’ è che diceva tua sorella???” in attesa della sua risposta mi alzai e mi misi di fianco a lei appoggiata con i gomiti su uno dei lavandini…il suo bagno ha 3 lavandini….
“Mmm…boh…una cosa tipo : il trucco naturale è il più figo”
“Era una frase ad effetto..tipo una promozione pubblicitaria” dissi, mentre come una bambina guardavo lei armeggiare con la matita per le labbra di un marroncino delicato.
“Eccola… :il trucco migliore è quello che non si vede…wow, che fantasia tua sorella…oh non l’ha mai detta nessuno ‘sta cosa!!!”
Era assurdo il suo modo di asciugarsi lo smalto con il phon, il suo camminare avanti ed indietro come un’ ossessa, facendo attenzione a non scivolare sul parquet al quale Iolanda aveva messo la cera proprio quella
mattina…
Mattina, ore 9.00 supermercato pieno zeppo di gente….è sabato “Co, ricapitoliamo: forcine…le abbiamo prese, gel…anche, la retina per i capelli, quella da vecchia…presa…ceretta??...”
“Si si c’è” risposi distrattamente “…uff…mancano 12 ore e già ho l’ansia Copy…a che ora vengo a casa tua per il trucco e lo chignon??”
“Zitta che anche io ho l’ansia…” rispose andando quasi in iperventilazione “vieni verso le 15 che così andiamo direttamente alle prove generali…Luis se la deve far finita di mettere le prove generali sempre attaccate allo spettacolo!!!” Il suo nervosismo era talmente tangibile che stava quasi per distruggere la nostra “spesa”.
“Mammamia è vero…è uno stronfio!!! Vabbè Copy vado..a dopo”
Stavo camminando verso casa, con l’ansia (nemmeno fosse una cosa nuova), quella sera ci sarebbe stato lo spettacolo…io e Co ci avevamo messo tutto…era Giugno, c’era l’esame ma prima veniva danza, noi avevamo creato parte di quello spettacolo ne andavamo fiere, c’erano le nostre coreografie, eravamo due delle 6 protagoniste e avevamo una paura fottuta per quella sera…
Arrivata a casa di Copy, Patrizia, la mamma mi aveva presa e si era messa a torturarmi per lo chignon, intanto Co puntualmente camminava avanti ed indietro mentre affareggiava con una delle 94 boccette, in attesa del trucco “Copy…se non va? Se sbagliamo…se lo deludiamo??? Cioè…ok che lo facciamo in primis per noi…però…”
“Si lo so” dissi io…lei aveva dato voce ai miei pensieri “non prendiamoci per il culo…siamo al 50 e 50…lo facciamo anche per realizzare fisicamente quello che lui crea…ed il pensiero di non essere all’altezza è una cosa normale…credo” dissi, tentando di mascherare il più possibile quello che era il mio stato d’animo.
“Si ma sarebbe un casino… io mi sentirei di merda” ribattè lei.
“E' logico…anche io mi sentirei così…gli vogliamo talmente bene che sarebbe distruttivo comunque” conclusi….ricadde il silenzio carico di elettricità, eravamo in perfetto equilibrio ci capivamo perfettamente, provavamo le stesse cose, ed è stata una fortuna che fossimo insieme.
Ore 21:00, inizio spettacolo…una bomba, probabilmente eravamo al settimo cielo, non ci potevamo parlare ma sapevamo…la fatica….i piedi a pezzi…i 20 cambi di costume in 2 ore…il casino delle quinte e i nostri alunni che ballavano le nostre coreografie…era tutto…
…quindi...
Ore 23:30, fine spettacolo…
“Copy shhht…non se lo merita…”
Eravamo chiuse in un abbraccio durato 30 minuti…chiuse in un bagno, isolate da tutto il resto del teatro che portava fiori alla gente, fuori dalle madri che inneggiavano la bravura dei loro bambini, fuori da Luis che gridava contro le nostre compagne di corso il perché della nostra ferita…
In quel momento, si ruppe…perdemmo una delle cose più importanti, perdemmo la cosa che ci rendeva libere, per un 10 ore settimanali ci rendeva libere come il vento…
Vento, a bordo di una punto decappottabile i nostri capelli danzavano nell’ aria, il sole che imperterrito inondava le colline verdi, la radio che andava a tutto volume e noi…noi che andavamo verso il mare..
“Uff… per fortuna questa mattina mi hai chiamata…ci voleva una pausa, questo cazzo di esame mi sta facendo diventare matta” dissi, mentre ero presa dalla musica e lasciavo che le mie braccia vagassero nell’aria calda di Giugno.
“Zitta Co che sto sclerando!!!! Sono indietro, non so nulla e non ho voglia di aprire un libro…nemmeno se fossi sotto tortura…” rispose tenendo gli occhi fissi sulla stradina di collina che percorrevamo, mentre tutto il resto del suo corpo si muoveva, come il mio, a tempo di musica
“Lo sai che se facciamo così ci schiantiamo sul primo albero che capita???”
“Vabbè Copy..tanto è più forte di noi!!!!..ah!... abbiamo chiuso Romeo fuori di casa?? Mamma gli vieta di entrare” disse nascondendo una risata.
“Ma nooooo!!!…Romino ti muore, è una palla di lardo poff che cammina, figurati se può vivere autonomamente come un qualsiasi gatto”
“ Ahahahaha” la sua risata confusa con la musica la rendeva diversa, più felice.
Il paesaggio slittava intorno a noi, in lontananza il mare calmo, di un azzurro limpido e brillante
( cosa rara per il nostro mare!) era perfettamente accostato ai verdi e ai marroni della collina, ed io ero leggera…era uno stato di superficialità serena e sognante, come se quello fosse stato il posto dove avrei comunque dovuto essere, io dovevo essere li, a parlare del banale più e meno con lei, che “stilosa”, guidava quel catorcio nell’ afosa tranquillità dell’aria.
Aria…fredda…certo è il 12 novembre, sto andando al Blaster con il mio favoloso cappotto viola e vedo la punto con i girasoli….lei sul cruscotto della punto ha 4 girasoli….
“ Ma c’è Copy?” chiedo sospettosa ad Andrea
“Non so…sembra” fu la sua risposta, indifferente come sempre, ma in questo caso perfetta per l’occasione
Ore…non so che ore (ero troppo “ allegra “ per ricordarmi l’ora), a casa di Copy dopo una saga affrontata per spostare un cavolo di materasso dissi “Grazie Copy, per averlo aiutato a fare questo”
“Figurati se non lo facevo…per te…Buona notte”
“Notte Copy”
Non credo bastino questi flash per lei, non basterebbe nemmeno una ripresa quotidiana dalla terza media a oggi, però…in questi giorni pensando a tutto il nostro percorso, sentivo il bisogno di mettere nero su bianco ( anche se poi sarà viola su nero) la gratitudine , l’affetto…e anche se per voi che leggerete ciò che ho scritto e ne trarrete solo una parte di quello che io ci ho messo dentro, sarà tutto poco chiaro e un po’ insignificante, volevo che sapeste che sono realmente fiera del rapporto che, insieme, siamo riuscite a costruire….perchè lei probabilmente è “l’Amicizia” ed è rara, e nonostante gli alti e bassi, i percorsi scoscesi…siamo arrivate ad accettarci per quello che siamo, senza compromessi…siamo un “noi”, ed è talmente bello sentire così tanto questa condizione almeno una volta, che avevo bisogno di ripetermelo e di ripeterlo a voi!
Anzi…ve lo auguro…